
Matera caput mundi di Michele Vittadini
Piacenza, Natale 1983. L’atmosfera è sempre quella calda ed ospitale del Natale passato a casa dei nonni: agnolini in brodo, pandoro alla crema, torrone duro rigorosamente de-cremonizzato e tutto il parentado giovialmente raccolto al desco. Sebbene la giovane età non mi permettesse di cogliere appieno alcune sfumature, quali l’incidenza del leggendario bottiglione di Gutturnio da 5 litri sullo stato di euforia generale, conservo vivido il ricordo di un interminabile pranzo vissuto nell’impaziente attesa del momento dell’apertura dei regali. E’ da ore che la mia attenzione è attratta dalla massa di regali accumulati sotto l’albero di Natale, per non parlare di quella strana scatola parallelepipedica su cui fa bella mostra di sé un sobrio bigliettino recante il mio nome.
All’epoca ero il classico esempio di ragazzo traviato dal vittorioso mondiale dell’82. Se prima riservavo al mondo del calcio un timido interesse ora snocciolavo come una litania gli stranieri delle squadre di serie A (Ascoli-Zahoui, Avellino-Barbadillo-Skov, Cagliari-Uribe-Victorino… Dio mio, me li ricordo ancora…), sapevo che lo sponsor del Como era Mita copiatrici e trovavo un’autentica ingiustizia sociale il fatto che la Panini avesse relegato la simpatica Nuova Zelanda nelle formazioni di seconda categoria del Mundial dell’82, quelle da figurina doppia modello serie B.
I miei parenti ci avevano già provato l’anno prima. Avevo avuto in regalo un improbabile calcetto da casa, con dei molleggiatissimi omini che ogni due per tre si staccavano dal supporto tra scene di disperazione indicibili. Ma avevo comunque apprezzato il pensiero, dal momento che sino ad allora mi dilettavo in lunghissime partite di bottoni sul tavolo di casa. Pensavo che tramite il regalo del calcetto i miei avessero inteso ovviare all’antipatico inconveniente della diversità di dimensione e di colore dei bottoni (il bottone del loden di mio padre era il più stronzo di tutti e se la prendeva sempre con quelli più piccoli), ignoravo che in realtà si trattasse del loro estremo tentativo di salvaguardare quella sanità mentale che aveva cominciato a vacillare dal fischio iniziale di Argentina-Belgio 0-1.
“RE-GA-LI! RE-GA-LI!”… Si leva il grido isterico con cui salutiamo il momento più atteso… Chi se li ricorda più gli altri regali? La mia vita sta per andare incontro ad un momento di svolta…
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Tag: buon natale, Subbuteo
29 Dicembre 2008 alle 15:08 |
Gentile Luca, giungo casualmente al suo blog. Mi chiedevo se fosse possibile ricevere una copia del libro per una recensione (curo una rubrica di libri sportivi per una rivista che si occupa di calcio a 5). Sarò felice se vorrà ricontattarmi, anche via mail. Saluti, Vanni
29 Dicembre 2008 alle 18:31 |
ciao Vanni, grazie per la visita, girerò la tua richiesta a Luca.
Buon anno.