Un colpo che spesso hanno in canna i recensori di professione è quello di scrivere di un libro mai letto o addirittura non ancora uscito. Entriamo a far parte di questo club segnalando la presentazione (starring Roberto Gotta), il 16 febbraio a Fidenza, del libro curato da Luca Ferrato: ‘Vite in punta di dito’ (Boogaloo Publishing). Un insieme di interventi e testimonianze fra il maniacale ed il…maniacale sulla passione che ha divorato l’infanzia di quasi tutti gli italiani che adesso hanno dai 30 ai 45 anni. Indovinato, il Subbuteo. Non siamo diventati improvvisamente dei bravi giornalisti, forzando la cassaforte della casa editrice: il trucco è che nella nostra modestia abbiamo contribuito ad un capitolo sulla storia del gioco, raccontando la strana vita del suo quasi inventore Peter Adolph. Insomma, praticamente una automarchetta genere ’siamo solo noi’. Ma l’argomento merita, così come l’autore (ben noto ai fan del calcio britannico ed ai lettori della Settimana), al di là dell’effetto nostalgia che ci dilania anche con spunti meno seri del Subbuteo. Il rapporto fisico con le squadre e soprattutto con il campo (noi eravamo del partito rasoterra a pancia in giù, no a tristi tavolinetti) era qualcosa di molto simile a quello con il calcio vero, vissuto allo stadio o all’oratorio. Si stava sempre meglio prima, quindi? Chi lo sa, magari stanno meglio i dodicenni di oggi: di sicuro questo libro è per quelli di ieri.
Stefano Olivari
acquista Vite in punta di dito su: Boogaloo Publishing
Tag: Subbuteo
da: